Sport Prototipo e GT Competizione

Si rammenta che l’esposizione delle auto può subire variazioni anche giornaliere. Scopri le vetture esposte al museo:

1947 125 S
La prima vettura prodotta dalla Casa del Cavallino è la 125 S: un’auto da competizione con motore 12 cilindri, progettato da Gioacchino Colombo. Questo modello debuttò con Franco Cortese sul circuito di Piacenza nel maggio del 1947 con poco successo. Il 15 maggio dello stesso anno Cortese ottenne la prima vittoria per il Cavallino al GP di Roma alle Terme di Caracalla. Furono costruiti solo 3 esemplari, andati distrutti: in occasione dei 40 anni di attività, l’Azienda ha deciso di costruire una replica basata sui disegni originali, oggi esposta al Museo.

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1953 Ferrari 166 MM Vignale
Versione coupé della barchetta concepita da Ferrari per la partecipazione alla Mille Miglia, la 166 MM, date le numerose vittorie già conseguite dalla Casa di Maranello in Italia, Europa e America, venne “vestita” da tutti i grandi carrozzieri dell’epoca. Il telaio esposto, per esempio, è uno dei pochi esemplari carrozzati da Vignale negli anni ’51-’53.

1962 250 GTO e 250 GTO ’64
Forse la più celebre delle Ferrari. Prodotta per la competizione dal 1962 al 1964 in appena 36 esemplari, tutti esistenti, dominò in pista e su strada, aggiudicandosi tre Campionati Internazionali Costruttori GT. La sigla GTO deriva dalla categoria nella quale correva che richiedeva, per l’omologazione alle gare, un minimo di 100 vetture prodotte in un anno. Quando la Federazione la omologò quale evoluzione della 250 GT passo corto, divenne automaticamente 250 GTO, cioè GT Omologata. Con il motore V12 di 2953 cc, evoluzione del “progetto Colombo”, con 300 cavalli ed alti valori di coppia già a basso regime e un cambio a 5 marce, cosa innovativa per quegli anni, la vettura risultò imbattibile. A contribuire al successo anche la leggerezza, solo 880 chili a secco, e l’agilità. Oggi le sue quotazioni sono astronomiche e superano ampiamente i venti milioni di Dollari.

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1962 250 GT Berlinetta passo corto “The Breadvan”
Una berlinetta estrema nelle forma e nelle scelte tecniche, nata su volontà del Conte Volpi di Misurata per contrastare le dilaganti 250 GTO. Sviluppata sulla stessa meccanica della 250 passo corto, quella nota come SWB, da Giotto Bizzarrini e Piero Drogo, per la sua forma squadrata alla ricerca di una nuova strada aerodinamica, la macchina appariva come una sorta di camioncino da corsa. Di qui il nome Breadvan regalatole dalla stampa inglese. Veloce ma non fortunata, corse tra l’altro a Le Mans, fu osteggiata da Enzo Ferrari che non voleva avversarie per la sua imbattibile 250 GTO. Nel 2010 la Breadvan ha ricevuto l’Attestato per vetture di interesse storico, documento riconoscitivo dedicato alle Ferrari che, pur non rispondendo ai criteri fissati nell’ambito della “Procedura di Certificazione Ferrari”, in ragione della loro storia sportiva e/o della partecipazione a rilevanti eventi internazionali, presentano appunto un interesse storico. Di questi modelli probabilmente la Breadvan rappresenta l’esempio più emblematico.

1963 Ferrari 250 LM Stradale
Presentata al Salone di Parigi nell’ottobre 1963, era la versione berlinetta del prototipo 250 P, del quale conservava, con minime varianti, telaio e meccanica.
Il rifiuto della Commissione Sportiva Internazionale di omologare la vettura come GT danneggiò molto la sua commercializzazione. Inoltre questa severa decisione la costrinse a battersi con dei veri e propri prototipi, diminuendo quindi le sue possibilità di vittoria. Per contro, la 250 GTO si vide allungare il periodo d’utilizzo nelle competizioni.

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1986 GTO Evoluzione
Lo straordinario successo commerciale avuto dalla GTO lascia immediatamente intendere l’opportunità che potrebbe essere rappresentata da un modello stradale a forte impronta sportiva. Si tratta del seme dal quale nascerà di fatto la F40. La GTO Evoluzione non ha mai corso ed è rimasta quindi un modello di sviluppo

1989 F40 Competizione LM
Le caratteristiche progettuali della F40 rappresentano una naturale opportunità per lo sviluppo di un modello da pista. Gli importatori Ferrari, che tradizionalmente avevano partecipato negli anni a competizioni di durata, trovano risposta a questa richiesta nello sviluppo realizzato dallo specialista Michelotto, che aveva già dato a Ferrari contributi di grande rilievo come quello dello sviluppo della 365 GTB4 Competizione per il Rally.
La macchina è nata nel 1989, ma i suoi sviluppi sono proseguiti fino alla fine degli anni ’90 con risultati da primato.

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1994 F333 SP
La F333 SP segna il ritorno alle corse note un tempo con la denominazione “Sport Prototipi”, categoria sulla quale la Ferrari ha costruito parte della sua fama. Tangibile testimonianza del rinnovato impegno della Casa di dare la possibilità ai clienti piloti di correre con le proprie vetture, questo prototipo disputò le sue prime gare nel Campionato Americano IMSA. Il potente V12 e il sofisticato telaio le consentirono di percorrere una lunga carriera densa di allori, conquistati sulle piste di tutto il mondo.

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2005 FXX
La FXX nasce dal know-how che la Ferrari ha maturato con i modelli speciali e le competizioni, costituendo la base sulla quale costruire le specifiche dei futuri modelli estremi. E’ caratterizzata da prestazioni di altissimo livello, raggiungendo valori di assoluta eccellenza. La FXX adotta un motore V12 di 6,262 cc in grado di erogare oltre 800 CV a 8500 giri/m. Il cambio è stato sviluppato sulla base di un trasferimento delle strategie derivate dalla F1, con un tempo di cambiata inferiore a 100 ms., quasi equivalenti a quelli delle monoposto di F1, il massimo della tecnologia oggi disponibile.

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2009 599XX
La 599 non fa parte delle Supercar, ma la versione XX entra di diritto in questo mondo, per motivi tecnici e simbolici. La Ferrari ha una straordinaria tradizione di vetture ad altissime prestazioni a motore anteriore. La 250 GTO è la più significativa ma non l’unica. È quindi interessante vedere esposte l’una accanto all’altra, a 50 anni di distanza, due berlinette tanto raffinate tecnicamente e tanto prestazionali in pista. La 599XX all’esordio segnò il record sul giro del celebre e difficilissimo “Nordschleife”, il Circuito del Nürburgring in versione da 22,8 chilometri.

 

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