Monoposto

Si rammenta che l’esposizione delle auto può subire variazioni anche giornaliere. Scopri le monosposto esposte al museo:

1951 500 F2
Con questa monoposto Alberto Ascari nel 1952 vinse per la Ferrari il primo Titolo Mondiale, poi il secondo titolo l’anno seguente, laureandosi primo pilota Ferrari Campione del Mondo e unico pilota italiano a conquistare due titoli mondiali F1 per la Casa di Maranello.Per saperne di più

1951 166 F2
La 166 F2 fu costruita per partecipare alla Formula 2, una serie automobilistica creata nel 1948, che all’epoca consentiva solo l’uso dei tradizionali motori aspirati con una cilindrata massima di 2000 cc. L’auto debuttò il 26 settembre 1948 al Gran Premio di Firenze, con Raymond Sommers al volante, e corse sino al 1951 partecipando anche a qualche gara della prima stagione del Campionato di Formula 1.Per saperne di più

1981 126 CK
Con la 126 CK la Ferrari, dopo 31 anni, tornò a utilizzare in Formula 1 un motore sovralimentato. Dapprima si sperimentò la soluzione “Comprex”, ma alla fine si optò per un 6 cilindri a V di 120° con 2 turbo KKK: l’esito è una vettura che, pur mantenendo alcune soluzioni sperimentate sulle 312, assume una configurazione aerodinamica differente. Con questa monoposto Gilles Villeneuve ottenne due vittorie, a Montecarlo e in Spagna.Per saperne di più

1985 F1 156-85
E’ la prima monoposto progettata a Maranello interamente con il sistema CAD/CAM ricca di nuovi contenuti. Il nome fa intuire molte caratteristiche, come per molti altri modelli, in quanto 1 e 5 indicavano la cilindrata di 1500 cm³, e 6 il numero dei cilindri. La vettura vinse con Alboreto il Gran Premio del Canada e della Germania, mentre Harvey Postlewhite era Responsabile Tecnico della Scuderia, ruolo che per 23 anni fu di Mauro Forghieri. La Ferrari ottiene il secondo posto nella classifica Costruttori, anche grazie all’apporto dello svedese Stefan Johansson, che sostituisce Arnoux a partire dalla seconda gara della stagione. Per saperne di più

1986 Ferrari Indy (CART) 637
La monoposto per le gare americane della serie CART ha avuto una vita breve e tormentata. Costruita a scopo sperimentale per saggiare le forze della Ferrari in vista del sogno mai realizzato di vincere la 500 Miglia di Indianapolis, è stata solo collaudata e, a detta dei tecnici direttamente interessati, avrebbe potuto ben figurare nel “catino” dell’Indiana. Tuttavia venne accantonata e poi prestata all’Alfa Romeo che era impegnata nella costruzione di motori per la classica gara americana. Dimenticata per qualche tempo in un capannone milanese è stata messa a posto e rimandata a Maranello.Per saperne di più

1989 F1-89
La principale innovazione della F1-89 è il cambio elettroidraulico, montato sulla monoposto progettata dall’ingegnere John Barnard, che prevedeva per la prima volta il comando al volante su una monoposto. Il 1989 è l’anno del debutto in Ferrari di Nigel Mansell che, insieme a Gerhard Berger, conquistò vittorie in Brasile, Ungheria e Portogallo.Per saperne di più

1990 F1-90
La sigla della monoposto della stagione 1990 era 641, il nome del progetto del telaio, che viene poi denominata semplicemente F1-90 per continuità rispetto alle monoposto delle stagioni precedenti. Tecnicamente le novità più evidenti del progetto riguardano le sospensioni a barre di torsione, considerate le migliori disponibili. Alain Prost intanto ha fatto il suo ingresso nel Team di Formula 1 e porta a Maranello con la F1-90 la vittoria in Brasile, Messico, Germania e Francia, dove ottiene la centesima vittoria in Formula Uno per la Ferrari.Per saperne di più

1999 F399 – Campione del Mondo Costruttori
Dopo sedici anni la Ferrari tornava a vincere il Titolo Costruttori, con Michael Schumacher, Eddie Irvine e Mika Salo. Il finlandese sostituì per sei gare il pilota tedesco, feritosi in un incidente a Silverstone. Michael, vittorioso a inizio stagione a Imola e a Monte Carlo, tornò per gli ultimi due Gran Premi per aiutare il team ed Eddie, ancora in lotta per il Titolo Piloti. L’irlandese, dopo il successo in apertura in Australia, s’impose in Austria, Germania e Malesia, ma perse il Mondiale all’ultima gara.Per saperne di più

2000 F1-2000 – Campione del Mondo Costruttori e Piloti
Titolo Costruttori, Titolo Piloti con Michael Schumacher dopo 21 anni di attesa, 10 vittorie: questi i risultati conquistati dalla Scuderia con la F1-2000, una vettura capace di prestazioni eccellenti. Le principali novità tecniche riguardano l’abbassamento del baricentro e l’uso di nuovi materiali.Per saperne di più

2001 F2001 – Campione del Mondo Costruttori e Piloti
La filosofia progettuale che ha ispirato la F2001 è inedita. Anche a causa di nuove norme regolamentari, l’aerodinamica è stata modificata: muso più basso, ala anteriore più alta e pance laterali più lunghe. Il propulsore, lo 050, è portante e montato longitudinalmente, così come il cambio scatolato in titanio, mentre nella parte posteriore si è mantenuta la soluzione degli scarichi a periscopio. La stagione parte subito bene, con l’esordio vincente di Schumacher in Australia, seguito dalla doppietta a Sepang. Alla fine 9 vittorie assicurano la vittoria dei due Titoli.Per saperne di più

2002 F2002 – Campione del Mondo Costruttori e Piloti
La F2002 ha portato 15 vittorie su 17 Gran Premi disputati, 9 doppiette e 10 pole position. I giochi si chiudono già a Magny-Cours per il Mondiale Piloti con il 5° Titolo per Schumacher, e a Budapest per il Mondiale Costruttori. Nonostante l’apparente somiglianza con la F2001, la nuova macchina è stata completamente riprogettata per ottenere miglioramenti nelle prestazioni. Il telaio è nuovo e sensibilmente più leggero; fiancate, radiatori, scarichi e tutto il retrotreno sono rivisti per aumentare l’efficienza aerodinamica e migliorare il raffreddamento del motore. Il nuovo motore 051 è accoppiato a una scatola del cambio in fusione di titanio dagli ingombri molto ridotti. Grande attenzione è stata posta alla ripartizione dei pesi.Per saperne di più

2003 F2003-GA – Campione del Mondo Costruttori e Piloti
La superiorità della Scuderia Ferrari e di Michael Schumacher nella stagione 2002 ha indotto la Federazione a introdurre modifiche al regolamento, relative soprattutto alle prove e al sistema di assegnazione dei punti. La stagione è stata combattuta fino alla fine e la vittoria dei titoli Piloti (6° titolo per Schumacher, che batte il record di Fangio) e Costruttori (5° titolo consecutivo per la Ferrari) è arrivata alla fine dell’ultima gara a Suzuka.Per saperne di più

2004 F2004 – Campione del Mondo Costruttori e Piloti
La F2004 è la cinquantesima monoposto costruita dalla Ferrari. Il progetto, contraddistinto dalla sigla 655, rappresenta un’evoluzione dei concetti già espressi nella F2003-GA: oltre al muso maggiormente inclinato verso il basso, gli interventi più significativi riguardano soprattutto la parte posteriore.Per saperne di più

2007 F2007 – Campione del Mondo Costruttori e Piloti
La F2007 ha portato alla conquista di entrambi i Titoli Mondiali (quello Piloti con Kimi Raikkonen). Il progetto rappresenta l’interpretazione da parte della Scuderia del regolamento tecnico in vigore nel 2007, la cui principale novità riguarda la sicurezza, con l’introduzione di crash test frontali e posteriori più aggressivi e l’inserimento di una struttura realizzata in materiale composito con funzioni di protezione laterale, all’altezza dei fianchi del pilota. Tali modifiche hanno comportato un aumento del peso della vettura di poco inferiore ai 10 Kg.Per saperne di più

2008 F2008 – Campione del Mondo Costruttori
La F2008 ha ottenuto il sedicesimo Titolo Costruttori. La progettazione della monoposto è legata alle modifiche del regolamento di quell’anno, tra cui l’introduzione di un sistema elettronico uguale per tutti i team in gara (SECU, Standard Electronic Control Unit) e altre norme relative al cambio, alla sicurezza e ai materiali. Novità che hanno determinato un aumento del peso dell’auto, l’eliminazione di una serie di aiuti nella guida e una gestione più semplificata di differenziale, motore e cambiata.Per saperne di più

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