Le ultime novità del Museo Ferrari

250GT

Breadvan e la passo corto di Stirling Moss: due pezzi unici al Museo Ferrari di Maranello per celebrare l’anniversario delle 250

Ci sono vetture che per la loro rarità e per il ruolo che hanno avuto nella storia dell’automobilismo, non si possono perdere. Nella ricorrenza delle Ferrari 250 GT, sessant’anni nel 2012, il Museo Ferrari ha organizzato una serie di presentazioni dei modelli più celebri che hanno portato la sigla 250, cioè dei modelli stradali e da corsa che, dal 1952 al 1963 hanno montato il celebre V12 di 3000 cc disegnato da Gioachino Colombo.

Da oggi si possono ammirare due esemplari davvero da non perdere: la Ferrari 250 GT Berlinetta passo corto, versione competizione, con la quale il celebre Stirling Moss conquistò quattro vittorie, a Silverstone, Brands Hatch, Goodwood e Nassau, nel 1961 e la cosiddetta Breadvan. La 250 GT passo corto, nei classici colori blu e bianco dello scozzese Rob Walker, è stata recentemente restaurata da Ferrari Classiche e rappresenta la prefigurazione di una capitolo di storia che malauguratamente non venne mai scritto. Enzo Ferrari, infatti, aveva già raggiunto l’accordo di affidare all’efficientissima Scuderia inglese una sua monoposto di Formula 1 per Moss. Il progetto, ormai pronto al debutto, naufragò col terribile incidente che Moss ebbe, con la Lotus, a Goodwood e che segnò la fine della carriera del pilota. Quel matrimonio avrebbe potuto cambiare la storia dell’automobilismo e dare a Moss quel titolo mondiale che non riuscì mai a raggiungere.

Non meno interessante la storia della Breadvan, una berlinetta estrema nelle forma e nelle scelte tecniche, nata su volontà del Conte Volpi di Misurata per contrastare le dilaganti 250 GTO. Sviluppata sulla stessa meccanica della 250 passo corto, quella nota come SWB, da Piero Drogo e Giotto Bizzarrini, per la sua forma squadrata alla ricerca di una nuova strada aerodinamica, la macchina appariva come una sorta di camioncino da corsa. Di qui il nome Breadvan regalatole dagli inglesi. Veloce ma non fortunata, corse tra l’altro a Le Mans, fu osteggiata da Enzo Ferrari che non voleva avversarie per la sua imbattibile 250 GTO.

Nel 2010 la Breadvan ha ricevuto l’Attestato per vetture di interesse storico, documento riconoscitivo dedicato alle Ferrari che, pur non rispondendo ai criteri fissati nell’ambito della “Procedura di Certificazione Ferrari”, in ragione della loro storia sportiva e/o della partecipazione a rilevanti eventi internazionali, presentano appunto un interesse storico. Di questi modelli probabilmente la Breadvan rappresenta l’esempio più emblematico.

Al Museo di Maranello, aperto tutti i giorni dalle 9,30 alle 19, numerosi altri esemplari storici di grande rilievo oltre alle Formula 1 più vincenti ed alle GT stradali recenti e contemporanee.